Origine e significato della festa nazionale di San Francesco d’Assisi

ROBERTA GIOVANNACCI • 30 ottobre 2025

Cosa prevede la Legge 8 ottobre 2025, n. 151 e perché il 4 ottobre diventa una festività nazionale

Dal 2026 il 4 ottobre diventa festa nazionale dedicata a San Francesco d’Assisi: ecco origine, significato e impatto della Legge 8 ottobre 2025 n. 151.


Una nuova festività nel calendario italiano

La festa nazionale di San Francesco d’Assisi, istituita con la Legge 8 ottobre 2025, n. 151, rappresenta una novità significativa nel panorama delle festività italiane.

A partire dal 4 ottobre 2026, questa giornata sarà ufficialmente riconosciuta come festività nazionale, celebrando il patrono d’Italia e il suo straordinario contributo spirituale, culturale e umano.


Perché il 4 ottobre diventa festa nazionale

La scelta del 4 ottobre non è casuale: è la data della morte di San Francesco d’Assisi, avvenuta nel 1226.
La nuova legge nasce per commemorare
l’ottavo centenario della sua scomparsa, un evento di grande rilievo storico e religioso.

Fino a oggi, il 4 ottobre era considerato una solennità civile dedicata alla pace, alla fraternità e al dialogo tra culture.
Con la
Legge 8 ottobre 2025, n. 151, questa data assume un valore più ampio, diventando una vera e propria festa nazionale con effetti civili e lavorativi.


San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia

San Francesco è una delle figure più amate e universali della storia italiana.
Canonizzato nel 1228, è stato proclamato
patrono d’Italia nel 1939 da Papa Pio XII.

La sua vita, improntata alla semplicità, all’amore per il prossimo e al rispetto per la natura, continua a ispirare milioni di persone nel mondo.
La nuova festa nazionale del
4 ottobre vuole rendere omaggio a questi valori, riconoscendolo come simbolo di unità, pace e spiritualità per tutto il Paese.


La sovrapposizione con Santa Caterina da Siena

Un aspetto da chiarire riguarda la sovrapposizione con la festa di Santa Caterina da Siena, anch’essa patrona d’Italia.
Attualmente, la legge qualifica il 4 ottobre sia come
festività nazionale per San Francesco d’Assisi, sia come solennità civile per Santa Caterina.

Questa doppia attribuzione risulta incompatibile con l’ordinamento italiano, che non consente due festività civili nella stessa data.
Il
Presidente della Repubblica ha già segnalato la necessità di un intervento legislativo correttivo, atteso nei prossimi mesi per chiarire il regime definitivo.

I valori culturali e sociali della festa nazionale del 4 ottobre

La festa di San Francesco d’Assisi non è solo un evento religioso, ma anche un’occasione per promuovere valori universali condivisi da credenti e non credenti.


Promozione di pace e fraternità

San Francesco rappresenta da sempre il dialogo tra popoli e culture.
Il 4 ottobre sarà dedicato a iniziative e momenti di riflessione volti a
favorire la comprensione reciproca e la costruzione di ponti tra comunità diverse.


Inclusione sociale

La vita di San Francesco è un esempio di solidarietà verso i più fragili.
La nuova festività invita a riflettere su come migliorare
l’inclusione e il sostegno alle persone vulnerabili, in linea con i valori di uguaglianza e giustizia sociale.


Tutela dell’ambiente

San Francesco è anche il patrono dell’ecologia.
La giornata nazionale sarà un’occasione per sensibilizzare cittadini e imprese sull’importanza della
sostenibilità ambientale, della cura del territorio e del rispetto per il creato.

In sintesi: una giornata che unisce valori civili e spirituali

L’introduzione della festa nazionale di San Francesco d’Assisi rappresenta un passo importante per l’Italia:
non solo dal punto di vista religioso, ma anche culturale, sociale e ambientale.

Celebrare il patrono d’Italia significa valorizzare i principi di pace, fraternità, inclusione e tutela dell’ambiente, rafforzando il senso di unità e solidarietà nazionale.

Dal 4 ottobre 2026, l’Italia avrà una nuova festa nazionale dedicata a San Francesco d’Assisi.
Un giorno per fermarsi, riflettere e riscoprire valori che uniscono.


Cosa sapere in breve

    Punto chiave:  Descrizione

    Norma di riferimento:  Legge 8 ottobre 2025, n. 151

   Data di decorrenza:  4 ottobre 2026

   Motivazione:  Ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi

   Effetti civili:   Giornata riconosciuta come festività nazionale

   Valori promossi:   Pace, fraternità, inclusione, tutela ambientale

   Aspetto da chiarire  Sovrapposizione con la solennità di Santa Caterina da Siena

 

Conclusione

La festa nazionale del 4 ottobre non è solo un nuovo giorno di riposo, ma un segno di riconoscimento verso i valori fondanti dell’identità italiana.
Un tributo a San Francesco d’Assisi e al suo messaggio senza tempo:
amore per la pace, per l’uomo e per la Terra.

Autore: ROBERTA GIOVANNACCI 3 dicembre 2025
Nel mese di dicembre è sospeso l’invio ai contribuenti, da parte dell’Agenzia delle Entrate, dei seguenti atti: − comunicazioni di irregolarità (avvisi bonari); − comunicazioni esito controllo formale; − comunicazioni di liquidazione dei redditi soggetti a tassazione separata; − comunicazioni di anomalia (compliance). La sospensione non opera in caso di indifferibilità e urgenza (ad esempio, in caso di “pericolo per la riscossione”). Merita evidenziare che nel mese di dicembre non trova applicazione opera la sospensione, riconosciuta (soltanto) nel periodo estivo, dei termini di: − versamento delle somme dovute derivanti dalle predette comunicazioni; − invio dei documenti / informazioni richiesti ai contribuenti. La notifica degli avvisi bonari / esiti dei controlli formali / comunicazioni relative ai redditi soggetti a tassazione separata / lettere di compliance, per effetto di quanto stabilito dal D.Lgs. n. 1/2024, c.d. “Decreto Semplificazioni adempimenti tributari”, emanato in attuazione della Riforma fiscale, è sospesa nei mesi di agosto e dicembre , salvi i casi di indifferibilità ed urgenza. Con particolare riferimento agli avvisi bonari si rammenta che gli stessi consistono in una comunicazione inviata dall’Agenzia delle Entrate al contribuente nella quale sono riportati, tra l’altro: la maggior imposta / minor credito; la sanzione ridotta a 1/3 di quella ordinaria (25% per le violazioni commesse dall’1.9.2024 / 30% per le violazioni commesse fino al 31.8.2024); gli interessi del 3,5% annuo, calcolati dalla data in cui avrebbe dovuto essere effettuato il versamento fino all’ultimo giorno del mese antecedente alla “Data di elaborazione della comunicazione”; l’avvertenza che il beneficio della sanzione ridotta è fruibile entro 60 giorni dalla data di ricezione della comunicazione (tale termine è stato così innalzato, rispetto ai precedenti 30 giorni, a partire dalle comunicazioni elaborate dall’1.1.2025); il mod. F24 utilizzabile per il versamento delle somme che scaturiscono dall’avviso. L’avviso bonario è inviato: al domicilio fiscale del contribuente mediante raccomandata A/R o all’indirizzo PEC, se presente nell’archivio INI-PEC; all’intermediario, qualora nel Frontespizio della dichiarazione il contribuente e quest’ultimo abbiano barrato le specifiche caselle denominate rispettivamente “Invio avviso telematico controllo automatizzato dichiarazione all’intermediario” e “Ricezione avviso telematico controllo automatizzato dichiarazione”. Riferimenti normativi • Art. 10, D.Lgs. n. 1/2024 • Circolare Agenzia Entrate 2.5.2024, n. 9/E
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